Le poesie sui traslochi le ho scritte tutte io.

Nove.

Se non contiamo quello fatto a 3 anni.

Nove traslochi.

Sapete quante scatole servono per nove traslochi? E quante volte si strappa lo scotch da imballaggi con i denti?

E quante cose si buttano durante un nuovo trasloco? Almeno 1/4 di vita. Scientifico.

Io sono una che conserva poco. E se non conservo, perdo. Che è la stessa cosa, ma senza coscienza e più sensi di colpa.

Settembre 2004. Primo trasloco : direzione Bologna. A 603,97km da casa con una macchina piena di belle speranze e troppa voglia di scappare dall’ex tagliare le radici. Casa orribile, con gente frustrata e una compagna di stanza matricola unica salvezza di quei mesi di smarrimento e indipendenza. Dopo 4 mesi di nonnismo, robe che al militare se le sognano, facciamo i pacchi e scappiamo. Letteralmente.

Febbraio 2005. Secondo trasloco, fatto tutto a piedi. In questi mesi la mia vita prenderà una svolta piuttosto alcolica, grazie al favoloso mondo degli studenti Erasmus che se non fai una festa 3 volte a settimana non puoi dire di essere vivo. Non dormo, mi nutro solo di caffè e sangria, sostanzialmente. Tanto da spingere compagna di stanza, sempre quella di prima, a scrivere una lettera a MIA MADRE per chiederle di salvarmi la vita. No, ma grazie per la fiducia che avete nel mio autocontrollo. In casa siamo in 4, tutte fimmine, 3 siciliane e una pugliesa,io. Facciamo tipo 180°, quindi. A calmare gli animi, poi arriva lui, MioPadre,back from la gelida Islanda, con cui imposto il bioritmo sul fuso orario di Kyoto. Il canto degli uccellini alle 7 del mattino è la nostra ninna nanna. Il mese migliore della mia vita. Alla fine, come da manuale, ci mandano via di casa.

Luglio 2005. La svolta assurda bolognese. Affittiamo un appartamento bellerrimo e siamo io, MioPadre, Pet (vecchia amica di liceo che aveva fatto delle bugie (pessime, tra l’altro) uno stile di vita) e Greg (l’uomo che si depilava i testicoli con la crema Veet). Questo sarebbe un capitolo immenso, ma se lo immaginate è meglio. Vi dico solo che ho perso 6kg, dato 12 esami e trovato un fidanzato, a Roma, of course. Il 2005 è stato l’anno dei primi cenni di cedimento, e questa città è troppo piccola, e che palle, sempre la stessa gente, e ho bisogno di cambiare e tutte quelle menate che maledettammé.

Ottobre 2006. La geniale decisione di trasferimi a Roma. Roma è bellissima, e il Tevere, il Colosseo, l’eternità dei sanpietrini. Insomma, velocemente. Trovo casa con un parrucchiere, che a me pareva gay, ma c’aveva la copertura fidanzata. Convivenza ai limiti della sopportazione, lui usava il bidet come cesto per i panni e la vasca da bagno come posacenere, per dire. Una sera, mentre cucino, mi dice: vuoi assaggiare un po’? Mi giro, striscia di cocaina. Così, per gradire. Boyfriend mi consiglia di fuggire prima di ritrovarmi a Rebibbia, e così feci.

Maggio 2007. La peggiore casa evah and evah. Coinquiline simpatiche e carine come una puntata di BimbumBam presentata da Pacciani. Mesi in cui andare a vivere dalle suore mi sembrava la migliore delle soluzioni possibili, oltre all’omicidio plurimo, che era sempre in cima alla lista.

Settembre 2008. Rischiamocela. Prendo casa con il mio ex. E già così potrebbe bastare, ma voglio aggiungere “e il suo amico cantautore napoletano e un’altra ragazza a caso per riempire la terza stanza”. Perché convivere con il tuo ragazzo è già abbastanza complicato, ma io ovviamente faccio le cose in grande. E quindi mi ritrovo la sera a cucinare in attesa del marito col sottofondo di cantante napoletano che canta Mango che canta Battiato.

Settembre 2009. Ovviamente ci siamo lasciati, quindi trovo il coraggio per rimanere nella stessa (maledetta) casa, ma cambio stanza, e coinquilame. Qui veramente mi sono superata : due sorelle, di cui una punkabbestia che  nascondeva le pasticche che sembravano smarties in freezer, e una filosofa che guardava solo Uomini e Donne. Poi c’era l’architetta, quella che diceva che il suo fidanzato era un porco, ma i pompini glieli faceva lei e a lui faceva schifo lo sperma. E poi c’era lui, il migliore amico del mio ex, che poi è diventato anche mio best friend, tanto da accogliere la sua richiesta di “posso venire qualche giorno a dormire da te?” che poi son diventati 365. Vivere in doppia con un gay è frustrante, hai un uomo nudo nel tuo letto che non ti si caga manco di striscio. L’autostima va a puttane.

Dicembre 2011. Decido che Roma è veramente Lammmerda, e allora mi trasferisco a Modena, ché l’ho vista per 5 giorni ma mi son bastati per innamorami ed essere così incosciente da prendere tutta la mia vita, metterla alla rinfusa in 10 scatoloni e lasciare l’Urbe, le dame, i cavallier ,l’armi, gli amori… Questa volta ho avuto culo, casa bellissima, coinquilini meravigliosi che li vorrei sempre con me tipo polly pocket e finalmente non devo bestemmiare perché il tram non arriva mai, e sulla Tiburtina è sempre l’ora di punta e che schifo la metro ecc ecc.

Ma il karma è così, non appena trovi la tua dimensione, lui si sveglia. E a te tocca un altro trasloco.

ps: fra 15 giorni dovrei lasciare casa. E no, non ne ho ancora trovata un’altra.

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7 Pensieri su &Idquo;Le poesie sui traslochi le ho scritte tutte io.

  1. Sonia, per la casa che ancora non trovi mi spiace, però… è un piacere leggerti, qualunque cosa tu scriva. Hai fatto bene a fare un blog, ricorda che secondo me tu devi stare dentro un fumetto;-) ciaoo alessia

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