Se dici “ti aspetto”, poi sei obbligato a crederci.

 

La stanza in penombra

guardava all’Est di ciliegi in fiore

il letto disfatto che non riusciva a sognare

i piedi che nervosi percorrevano nudi

la mente insondabile

le mani che cercavano appiglio nell’aria danzante

e freddo sul tavolo

il foglio

bianco di non parole

In silenzio, ancora, il Poeta.

 

Puoi immaginare una solitudine peggiore?

 

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