Ognuno ha il passato che si merita.

Sono sempre stata una ipersensibile.

Quasi sempre.

Ho passato l’infanzia-adolescenza con miocuggino, di 3 anni più grande di me, vicino di casa, praticamente il fratello maggiore che ho sempre desiderato.

Quello che dice ai tuoi che stai con lui per farti tornare tardi a casa, quello che se capiti in mezzo a una retata viene lui invece di farti crepare di mazzate da tua madre, quello che i suoi amici comunque son più fighi dei tuoi, quello che almeno non fumare perché nessuno ci crederà alla storia che il tabacco sia il mio.

Quello, insomma.

Penso che dai 7 ai 12 anni mi sia innamorata di tutti i suoi compagni di classe. Però ho imparato a giocare a calcio, in compenso.

Poi ovviamente arriva la pubertà e, con gli ormoni, si risveglia anche quel barlume di lucida razionalità la cui assenza mi aveva permesso, negli anni precedenti, di considerare apprezzabili dei maschi che boh, per fortuna ho cambiato gusti.

Automaticamente, sono costretta a fare quella nuova e spesso drammatica esperienza che tutti noi conosciamo sotto il nome di “corteggiamento”.

Venne quindi il giorno in cui L., amico di miocuggino coi boccoli neri e una bellezza discutibile, ma “molto simpatico” come dice madre che non avrebbe mai il cuore di dire “è un cesso”, iniziò a sperare di essere il maschio alfa.

Sono sempre stata una ipersensibile.

Ma lui, davvero, non mi lasciò scampo. Fu una serie interminabile di passi falsi che veramente, ragazzi, speravo mi cadesse la vagina e mi trasformassi in Barbie regina delle Puglie, che ne so.

Vorrei precisare che avevo da qualche anno inventato il cinismo, capito che l’Amore è come Babbo Natale, abituato al freddo, e riflettuto sul fatto che i maschi avessero preso l’evoluzione con troppa poca serietà.

Detto questo, i due esempi più salienti.

1. Siamo in macchina, guida miocuggino e io mi siedo dietro perché se c’è qualcun altro preferisco lasciargli il posto avanti. L. si gira, mi manda un BACIO VOLANTE (aveva 20 anni e per me doveva essere la maturità fatta persona, e invece…) e mi dice: ti dedico questa. Rullo di tamburi. Cosa parte? Eri bellissima, di Ligabue. Tralasciando che “eri sanissima, ostrica e lampone” rimarrà uno dei grandi misteri umani, come la neve ad agosto di Gigi d’Alessio, cioé, come si fa a dedicare una canzone del genere a una che vuoi corteggiare/scopare? Una com’ero io nel 2002, poi.

2. San Lorenzo, 2002. Ero con tutti i cugini su in terrazza, per il solito rito delle stelle che anche se non cadono noi abbiamo le nostre coperte da stendere sul pavimento. Noi abbiamo i nostri nasi all’insù che si interrogano sull’universo, e le distanze che abbiamo accumulato in questi anni fra noi stessi e il cielo. Arriva un sms, leggo il mittente e già rido. Passo il telefono a miocuggino, perché sappiate che avevo già detto a L. che non ci sarebbe stata trippa per gatti, e quindi temevo sms di mafia del tipo ti faccio trovare il tuo diario segreto bruciato in giardino ecc ecc. Lui legge, e scoppia a ridere, poi dice “Che amico romantico che ho”. Io leggo. “Ad ogni stella cadente ho espresso il desiderio di rivederti, E tu?”.

Lì ho avuto davvero la conferma di essere una brutta persona.

“Io non ne ho vista nemmeno una”

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5 Pensieri su &Idquo;Ognuno ha il passato che si merita.

  1. Personalità così le ho viste, ma all’inseguimento di mia sorella che dovevo intervenire sempre io a bloccare con un “Ti prego, smettila di disturbarla: lei ti trova noioso”: cuori infranti dal 2002.

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