Forget Love. I’d rather fall in Chocolate.

Io non vorrei avere problemi con gli esseri umani, ma loro ne hanno uno abbastanza grande.

Ingombrante direi, e quindi, di riflesso, io ne avrò sempre uno ancora più grande.

Ecco, le persone si innamorano.

E non possiamo farci niente, perché l’impulso animale all’accoppiamento ci incastra e, per dimostrare che siam diversi dai nostri teneri amici animali, noi ce la tiriamo con questa fantomatica storia dei sentimenti.

A mio modestissimo parere, ci hanno fottuto, ci fottono da millenni. E in tutti i modi eh.

Come qualsiasi uomo-tipo ci può dimostrare, si riesce a vivere benissimo evitandosi tutte quelle cose che a lungo andare conducono ad un deperimento psico-fisico non indifferente, tra cui, ricordiamo, imparare a memoria le date degli anniversari, comprare dei fiori almeno una volta al mese, passare le domeniche dai suoceri, ascoltare con interesse inutili conversazioni sul motomondiale, provare dispiacere per la sconfitta della squadra del cuore e così via.

E invece, tramite acute strategie di marketing (e il simbolo del cuore che impera OVUNQUE è una prova schiacciante a difesa delle mie tesi), ci siamo convinti che una vita senza amore sia come un cielo senza stelle in un sogno di una notte di mezza estate. 

Da cui, il dramma.

La gente si innamora, e io non posso farci niente.

Vorrei precisare che anch’io mi innamoro, ma la gente di più. Molto di più.

Il problema fondamentale, poi, non è questo scoppio di emozioni e sentimenti in sé, quanto il tempismo.

Ecco, questo è il problema fondamentale degli innamorati: sbagliano i tempi.

I tempi sono importanti, ma noi esseri umani, inghiottiti dall’ingordigia del progresso e della contemporaneità, l’abbiamo dimenticato.

La natura rispetta i tempi, ed è per questo che non potrete fare mai i vostri giochini erotici con fragole e panna, che ne so, a dicembre, a meno che non facciate l’abominevole gesto di comprare quelle di serra, e allora non fatevi proprio vedere da me, perché bleah, siete pessimi.

Tornando a noi, i tempi, insomma.

Ci sono quei periodi nella storia di un essere umano, in cui bisogna prendere delle decisioni importanti e al tempo stesso impopolari forse, per mantenere quella cosa preziosissima, nota al grande pubblico come sanità mentale.

Ecco, dopo anni passati tra personaggi di dubbio spessore, menzogne, storie sbagliate, torture psicologiche, tradimenti, mancate erezioni e anche qualche scena da film, uno deve sedersi, respirare e dire Ok, fermiamoci qui.

Si chiama analisi costi/benefici e, anche se quell’esame non l’ho più dato poi, me la ricordo bene. Benissimo.

Adesso, dato che la vita è tutto un grande scherzo, ed è dotata di un’ironia davvero sconvolgente, cosa succede?

Succede che, mentre tu stai leggendo l’analisi notando un netto calo dei benefici rispetto ai costi, ci sarà un’altra persona, nel mondo, che starà facendo esattamente il contrario.

Qui entra in gioco quella grandissima simpaticona che è la vita, e te la fa incontrare.

Non vi farò l’elenco di tutte le persone capitate nell’ultimo periodo della mia vita con il cervello pieno di quello stupido pensiero che si riassume con “sono stanco del sesso senza sentimenti, adesso vorrei una storia matura”, perché mi verrebbe da piangere, e verrebbe da piangere anche a voi.

Questa è una storia tristissima, e qualcuno dovrebbe farci un film.

 

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