Come si chiama la fobia di quelli che hanno fobia di quelli che hanno fobia degli insetti?

Ecco, io oggi ho scoperto di avercela.

Tutto è iniziato con un’uscita mancata. Anzi due. La mia e la sua. Ma la mia è la più importante, perché avrei dovuto/potuto/voluto evitarmi tutto questo. E invece no.

Momenti come questo mi mettono alla prova. Mi spogliano di tutti i miei misentostocazzismi e mi fanno scendere un po’ più giù, negli abissi dell’umanità variegata.

La comprensione, l’empatia, la solidarietà. Io lavoro nel sociale. Mi pagano per usarle, eh.

E invece oggi così, gratuitamente. Una professionista al servizio del disagio casalingo.

Disagio qui magistralmente interpretato dal nostro Coinquilino, che chiameremo P., per semplificare.

Ore 20:00. Rientro a casa dopo fuga in bici che ci fa tanto bene e acquisto di necessarissime calze ricamate color Terra di Siena.

Attendo con incondizionata speme l’arrivo di agognata telefonata che dice “Oh, scendi”.

Una serata tutto sommato tranquilla, tra P. che ascolta la sempreverde radio 102.5, P. che ci mette un’ora per lavare il bagno, P. che ci mette un’altra ora per farsi la doccia. Io che mi piscio addosso, intanto.

Ma tutto benissimo. Cucino, persino. Farfalle al pesto. Troppe, ma questo è un particolare irrilevante ai fini del nostro racconto.

Il dramma è iniziato dalla telefonata che diceva “Ci vediamo domani”. 23:30 approssimate per difetto.

Lo spettacolo si apre con il mio nome gridato dall’altra parte della casa, e me che immagino scene apocalittiche che Maya tornate a farvi sottomettere proprio.

Esco dalla mia stanza e, appurando le coordinate del qui presente animale mostruoso meglio conosciuto come GRILLO, mi armo di scopa e inizio una lotta senza quartiere con il qui presente schifoso orrore alato. Salta, lo stronzo,e vola. Non parla come il più famoso rappresentante della specie, ma meglio così. Insomma, lo accompagno gentilmente fuori dal balcone,in modo che comprenda quanto sia bello vivere all’aperto piuttosto che nella nostra cucina.

Tutto bene, posso tornare in camera a fare il mio disperatissimo CAMBIO STAGIONE. Direte voi, perché? Che cazzo ne so, così, mi annoiavo. Ho pensato fosse una cosa intelligente, tipo le partenze il 15 agosto.

Ore 1:54. Coinquilino mi informa che è entrato un altro insetto volante non meglio identificato in camera sua. Mi fingo morta.

La mia brillante strategia funziona per circa 30 minuti. 30 minuti pieni di “ma dov’è finito?”, “io qui non ci dormo” ,”dove cazzo è L. (l’altro coinquilino ndr) quando serve?”, “dov’è finito?”, “oh madonna santa”, “io non ci dormo in camera”, “dov’è finito?Non lo trovo”, “ma posso dormire in camera di L.?” “Soniaaa”.

Scusa, io sto facendo il CAMBIO STAGIONE!

Mi alzo, lo vedo che trascina lo stendino per tutta casa. Scusa che vuoi fare? Si è attaccato all’asciugamano. E spostalo, no? Ma che sei matta, quello mi salta addosso. E allora lascialo là e poi si stacca da solo. E quello mi cammina per tutta casa. E allora toglilo! Ma che sei matta io muoio se mi viene addosso. E allora lascialo là. Madonna io non dormo oggi.

OCCHEI. Caccio fuori il testosterone che è in me, me che, vorrei sottolineare, odio insetti e varie bestie volatili più di ogni altra cosa al mondo, e mi avvicino al famigerato mostro del civico 122, interno 2.

Inizia quindi la strenua battaglia del grillo ancorato all’asciugamano con una tecnica che boh, penso sia stregoneria a questo punto, e gli scossoni al suddetto asciugamano per farlo staccare.

Niente, non si disarciona, lo stronzo. I grilli sono tenaci, con quelle zampette filiformi. Penso sia stregoneria, sì.

Comunque, l’atto finale.

Prendo l’asciugamano, sfidando i timori di P. che già vede il grillo vagare per casa per l’eternità e che invece consiglia di prendere l’intero stendino e portarlo sul balconcino. Cosa impossibile da fare per puri motivi geometrici.

Vabbè, prendo l’asciugamano, quindi. Da eroina moderna quale sono faccio tutto al rallenty, ovviamente. Apro il balcone, e inizio a scuotere l’asciugamano per evitare di uccidere il povero schifoso essere verde saltellante.

Poi l’ho visto librarsi in volo, finalmente pronto a rompere il cazzo in qualche altra casa.

P. mi ha ringraziato come fossi un pompiere che gli ha appena salvato il gatto desideroso di provare l’ebbrezza del salto dalla quercia secolare.

Dopo mi ha chiesto quale sia il numero da chiamare in questi casi di emergenza entomologica.

Gli ho dato quello del CIM.

 Immagine

 

 

ps: ho appena ucciso una falena e una zanzara che, sommate alla zanzara che P. mi ha portato in trofeo morta in un lago di sangue sul palmo della sua mano, e alla coccinella e alla falena dell’altra sera, fanno un genocidio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...