Fame

Mi sono seduta sulla panchina più vicina al rumore dell’acqua. Mi sono seduta sulla panchina gocciolante di sole. Mi sono seduta e ho pianto. Una scelta consapevole, calibrata, perfettamente studiata. Cos’altro avrei dovuto fare? Che altra possibilità avrei potuto offrirmi? Ho scelto una panchina fra centinaia di altre panchine. Ho scelto le lacrime su un legno perfetto.

Reinventiamoci. Ritorniamo al principio. Ambiamo alla purezza che avevamo prima che inventassero il peccato originale. Sputiamo la mela. Puliamoci le labbra con le mani. Macchiamoci sporchiamoci contaminiamoci. Soffiamo inutilmente sulla forchetta caduta nel fango e poi mangiamo. Siamo innocenti. Divoriamo i batteri senza vomitarli mai.

 

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