Poi comincia la polvere

 

Arriva un momento in cui le parole diventano solo vacui contenitori di volontà astratte. Arriva la notte in cui le distanze invece di annullarsi si moltiplicano e aprono varchi spaziali immensi, ché non è tanto lo spazio a separarmi da quello che voglio ma il desiderio. Che sia il mio, o il tuo, o il nostro di “noi” che non esistiamo neppure. C’è solo il non fermarsi e continuare ad andare. Non fermarsi a pensare, non fermarsi ad analizzare, a contare, a tirare le somme, a fare il bilancio costi/benefici. Non fermarsi, non fermarsi nemmeno più a scrivere.

L’ultima pagina è datata agosto 2012. Sono mesi senza come stai, mesi pieni di sfoghi da ascoltare e basta. Mesi di sentimenti amari non metabolizzati e chiusi a chiave in qualche scatola nascosta nell’angolo più alto dell’armadio. Mesi di lacrime che nemmeno scendono più. Mesi di stasi, stasi e silenzi travestiti da dialoghi irreali. Non è l’ispirazione che manca, è il bisogno di parlare. Parlare è rendere reali i problemi. E io mi limito a far finta di nulla.

Esploderò facendo molto rumore.

 

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2 Pensieri su &Idquo;Poi comincia la polvere

  1. Certo che le donne non son così facili da comprendere. Ho capito il malessere non la malattia. Ma ragazza mia, sei bella come l’amore, che cosa ti stai a crucciare? Vivi serena, che intanto le cose brutte arrivano lo stesso, non tirartele addosso prima del tempo.

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