Chiusa parentesi

Io non c’ero ma secondo me si stava un sacco bene quando l’uomo era un cacciatore e non sentiva l’esagerato bisogno di avere continua conferma di sapere ancora strappare le carni crude della sua preda coi denti.

E invece abbiamo dovuto inventare il fuoco e bruciarci e poi imparare a non farlo e nonostante questo bruciarci ancora. Siam recidivi, dicono. Perseverare è diabolico, dicono.

Per me è successo quando abbiamo sostituito i sogni nei cassetti coi preservativi, che se ci pensi è una cosa meravigliosa anche perché i preservativi costano molto meno dei sogni, e occupano pochissimo spazio e non ti illudono. Sarà stato in quel momento.

Sarà che uno resta spiazzato quando gli rompi il giochino, quando tu ti chiedi perché mai dovresti essere il sesso debole quando potresti essere il sesso facile? Perché mai?

È una cosa semplicissima, di quelle davvero in cui si deve solo ridere e stare bene. Naturale. Cosa ci fa paura delle cose semplici? Perché dobbiamo complicare sempre tutto? Perché ogni volta devo ricordarmi che a volte anch’io sento il desiderio di spaccare la faccia a qualcuno? E mi sforzo per capire ma mica ci arrivo. A me sembrava così semplice.

Invece no, l’uomo è cacciatore e non accetta facilmente  il fatto che la preda sia arrivata da lui da sola, pronta a farsi strappare le carni coi denti, e i vestiti, a tornare a casa piena di lividi e la bocca che ha il sapore di evasione.

Non lo accetta e allora complica tutto perché lui è un predatore e la sua vittima la vorrebbe vedere sanguinare tra le sue mani, e morire a causa sua. Quindi si gioca la carta dei sentimenti, ché tu glielo dici pure che non ti interessano affatto e anzi, davvero no, ché tu c’eri già tra quelle mani, cos’altro importa? E gli rompi il giochino, ché l’uomo è cacciatore e se ti ha scelto come preda non puoi star lì  a dimenarti e a scalciare. Devi dire sì, come non vorresti altra morte che quella.

Non puoi mica star lì a fargli notare che in giro ci sono altri cacciatori, ché magari a loro non importa  niente di complicare tutto. Loro con un colpo di fucile ti han messo nel sacco.

Una cosa semplicissima.

Sarà che siete così abituati ad avere persone che credono alle vostre storielle che non riuscite proprio ad accettare che vi si sveli il bluff. Come sentire addosso il fallimento del prestigiatore che vive d’inganni e della voglia di credere che abbiamo noialtri. La magia.

Sarà che sono così abituata a sentirle queste storielle che ormai non ho più nemmeno il bisogno di crederci, ché a me la storia di Babbo Natale non l’han mai raccontata e a quella di Gesù ci ho creduto per troppo poco tempo.

La disillusione uno se la deve meritare. La disillusione è una cosa semplice. Tipo che ti chiamo e stiamo bene insieme e chi la vuole l’eternità se abbiamo quei 180 minuti di risate e spensieratezza e sudore e mani e pensieri impuri. Chi la vuole l’eternità delle promesse? Chi la vuole l’illusione?

E invece no.

La solita storia del cacciatore e della preda e alla fine non vince nessuno. Alla fine non muore nessuno. Alla fine c’è solo la fine.

E il punto.

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3 Pensieri su &Idquo;Chiusa parentesi

  1. Il preservativo é anche più triste di tutti i sogni stracciati di millemila bambini.
    E i disillusi hanno sempre gli occhi vitrei.

    Non può bastare, no.
    Almeno non a me, che comunque amo la carne al sangue.

  2. Solo una società basata sull’omosessualità e sulla drastica separazione di donne e uomini può creare la pace. Più i due generi fondamentali restano divisi e lontani, più l’intera umanità trae giovamento. La relazionalità donna-uomo non ho mai funzionato e mai funzionerà. Rassegniamoci e separiamoci!

  3. Per come la vedo io, l’uomo non è mai stato cacciatore. Andare in giro per il bosco con lo spadino in mano a infilzare ogni cosa che si muove non è andare a caccia. La donna è cacciatrice. Sistema la trappola accuratamente e porta a casa la preda.

    È che purtroppo le raccolte di aforismi su facebook hanno fatto credere agli ingoranti di essere sensibili.

    L’ignoranza è un bene

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