Sei.

 

Per la prima volta nella mia vita un “È finita” mi ha reso contenta. Non dico “felice” perché è un’espressione che non riesco a comprendere appieno. Contenta va bene, contenta da piangere sotto gli occhiali da sole. Contenta che avrei telefonato a chiunque per dire “è finita”. Contenta da rispondere “benissimo”, se mi avessi scritto “come stai?”. Ci avrei messo anche una faccina che sorride. Forse un cuore rosso.

Io “felice” non lo dico mai, mi suona come “perfetto” e al perfetto non ci arrivo mica. 

Sei anni. Sei anni sono un’eternità quando ne hai 28, ma anche quando ne hai solo 6. Ma anche 97. Sei anni sono un pezzo immenso di vita. Sei anni. Sei anni di incertezze e via vai, e sangue che ti scorre via, e cicatrici e sognare i “va tutto bene” come se non desiderassi sentire altro nella tua vita e invece no. 

Chissà quanti giorni ci sono in sei anni, chissà tutto quello che avrei potuto fare in questi sei anni, magari un viaggio sulla Luna o innamorarmi cento volte. Imparare ad andare sullo skate e a dire “mi aiuti?”. Bere il mojito a Cuba o nuotare tra gli squali.

Oppure non avere paura.

Sei anni di cose date tutte per scontato, sei anni che se sorridi vuol dire che sei forte e allora perché chiederti come stai? Stai bene, sei forte. Sei anni che se stai male ti stai inventando tutto. Se tremi, se passi le notti insonni e vomiti, se non mangi, se perdi 10kg, se il cuore ti esplode nel petto e nella gola e tra le mani anche. Se ti si bloccano le gambe per il terrore mentre cammini e non vuoi uscire più di casa. Ti stai inventando tutto. 

Sei anni che a un tratto capisci il coraggio e cosa significhi riuscirci da sola, e uscirci da sola. Sei anni che avresti voluto qualche mano strettissima alla tua durante le attese infinite. Sei anni che sono passati lasciandomi solo l’amarezza di chi conta sempre e solo su di sé. Ché il dolore degli altri non bisogna per forza comprenderlo, ma almeno rispettarlo.

C’è che forse ho sempre scelto le persone sbagliate a cui affidare le mie fragilità. C’è che forse lo faccio ancora. 

Senza forse.

Sei anni.

Sei.

Sono.

 

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4 Pensieri su &Idquo;Sei.

  1. A cuba, sembra incredibile, esiste pure il mojito analcolico.
    Sembra roba impossibile. E invece.

    succede che a cuba, per esempio, si può bere un mojito analcolico e trovarlo buonissimo. E chiamarlo, comunque, mojito. Anche senza alcol.

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