A strapiombo

 

Il profumo dei cornetti caldi lasciati senza grazia sul tavolo in cucina, ancora nella bustina di carta. Io ci avrei messo accanto un bicchiere di latte o di spremuta d’arancia. Un succo ai mirtilli. Sì, ci avrei messo del succo ai mirtilli. Una tovaglietta, forse avrei lasciato un bigliettino.

Buona giornata. Un sorriso, forse.

Io. Tu no, tu avrai quel tuo modo di dire buongiorno, un modo senza alcuna grazia ma è un buongiorno, il tuo buongiorno. Un buongiorno che sembro io, che abbraccio sempre troppo poco, che non voglio parlare appena sveglia, che non ti chiamo quasi mai. Però non lascio i cornetti caldi nella bustina. Forse non vuol dire niente. Oppure tutto.

Il profumo delle torte che stanno crescendo pian piano nel forno, il profumo di casa, ché a me basta un forno acceso per sentirmi a casa, le mie mani nella farina, le tue che tornano presto oppure mai. Le tue mani che non tornano mai. Il forno acceso.

Poi scopri a un tratto che il lievito ti fa male, e allora a chi importa dei cornetti caldi, delle tovagliette, dei biglietti del buongiorno, delle torte in forno, delle mani, dei forse. A nessuno importa dei forse, dateci una certezza che sia anche inutile.

La certezza era dormire con il costume già indossato per risparmiare tempo, e svegliarsi alle 7 per andare al mare, tra chilometri di curve da sentir nausea ma non importa, c’è la strada a strapiombo sul mare e allora si sopportano anche le curve, anche la nausea, fra poco si va al mare. Non so come facevo a sopportare la nausea, perché adesso non la sopporto più, sarà che percorro strade a strapiombo su altre strade e chilometri di curve che non arrivano mai al mare. Sarà che non mi interessa nemmeno più, il mare. E non sopporto il caldo, e svegliarmi alle 7 per subire ancora queste giornate che non finiscono mai, queste giornate di 36 ore completamente inutili.

36 ore in cui mangio cornetti che mi fanno male, in cui accendo il forno e puntualmente mi ustiono mentre controllo che la torta sia cotta, in cui scrivo bigliettini che poi straccio in coriandoli. 36 ore.

Ore di nausea senza sbocco sul mare.

 

 

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2 Pensieri su &Idquo;A strapiombo

  1. L’iniziale disagio nel sentirsi un intruso che legge un messaggio in bottiglia di cui non conosci l’autore, né i significati più profondi, né tantomeno il destinatario… passa in secondo piano, se puoi leggere qualcosa di bello e sentito. Grazie.

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