Il niente per sempre.

30 giorni.

Per alcuni è l’inizio, per altri il ritorno, o ancora la novità. Per me è la fine. Sempre la fine. A volte lentissima, più spesso improvvisa.

Giorni in cui piano capisci che si sta sgretolando tutto con quella lucidità che stenti a crederci. Non ci credi d’esser così consapevole eppure così riluttante alla verità. E la verità è che in quei giorni succede tutto e tutto resta fermo e tu in piedi immobile al centro che non sai se arrenderti o provarci ancora. Giorni di solitudini mascherate e desiderate, giorni da nascondere la testa sotto le lenzuola mentre entra dalle finestre tutta la vita che non affronti. Giorni da farci le valigie e andarsene via, giorni che hai scelto di restare, giorni da sistemare con cura nei cassetti con tutti i progetti che hai fatto infrangere. Giorni di ritorni che non si fermano mai, di persone che passano per un attimo a toccarti l’esistenza, giorni decorati con tutta quella paura di. Una serie di fulmini che irrompe in un angolo della finestra. Piove. Quel giorno ho detto che ci sarei stata. Non pioveva ma l’atmosfera si prestava al blues come adesso. Ho provato a scavare in profondità dopo aver demolito il muro, scavato fino a farmi male, fino a staccarmi di dosso la pelle e poi ho detto che ci sarei stata. Così per tutti i 30 giorni e gli anni a venire e così adesso. Forse ho fretta, come quando hai fame. Forse ho fame. Forse voglio tutto quello che non ho e ancora di più quello che mi illudo di avere. La coscienza di sé, sorridere alle 8 del mattino, le confidenze sul divano, un petto in cui annegare giorni terribili, i ciao vengo da te, la fiducia cieca, non vedere l’ora, le difese azzerate, un letto in cui ritornare sempre, raccontarsi le vite, chiudersi a chiave, pagine bianche, non aver paura di affondare le radici, trovare spazio in altri occhi. Restare ancora in piedi immobile e decidere se andartene per prima, o guardare chi se ne va. In piedi immobile e ancora non sai se arrenderti o provarci ancora.

Settembre.

 

 

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9 Pensieri su &Idquo;Il niente per sempre.

  1. Pensavo di scrivere stasera. Poi hai scritto tu. Allora magari sarà per un altro giorno. Oggi va bene così.
    Settembre è un sentimento [?] La tua istantanea è precisa. E’ entrata la giusta luce.
    [Un abbraccio anche, se arriva.]

  2. Sono quegli stessi giorni in cui scrivi senza freni un qualcosa che poi cancellerai perchè pur immaginandotelo espressivo e bello, sfiorisce come un girasole secco al momento di rileggerlo, mostrando la propria arida e inutile anima. Cercare di esprimere qualcosa che vada oltre la banale adulazione necessita di un talento che non sento di avere, perciò mi limito a ringraziarti. A volte un niente può rappresentare tutto, grazie.

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