carne sangue ossa

desidero quelle dita contro le mie costole da non so quanti giorni o mesi o chissà quanto è passato, forse un giorno. le tue dita sulle mie ossa come a disegnarle a contarle a scavare nella carne. a scovare le fragilità lungo la schiena sotto le ossa tra i polmoni. le tue dita contro le mie costole le tue domande contro il mio silenzio e la mia voglia di nascondermi da tutte le attenzioni. era un abbraccio quella parola, quella domanda era un abbraccio nudo in una casa fredda. non ho detto niente per un minuto infinito e poi ti avrei raccontato anche di tutte le vite precedenti mentre ancora percorrevi tutte quelle ossa che sembravano spezzarsi sotto il peso delle tue dita che volevano sapere tutto. non ti conosco m’hai detto e nemmeno io, ma so che mi piace questo tuo corpo nudo e caldo che vaga sorridente per casa e che forse sa a memoria cosa nascondo sotto questa carne dentro questo sangue. dovrebbe bastare e non basta. ché non puoi sostituire per sempre le parole con la carne, con il sangue che mescola quello che vuoi dire e quello che no e le costole che non proteggono più il cuore che t’esplode nel petto quando vorresti parlare e non puoi, quando potresti e non vuoi. quando dovresti e forse dovrei dovremmo. tornare alle tue dita contro le mie costole sinché non finiscono tutte le storie da raccontarci.

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