Interstellar: i buchi neri sono bellissimi ma non ci vivrei

 

*NO SPOILER! POTREBBE CONTENERE TRACCE DI POP CORN*

 

Eccoci dopo mesi o anni a guardare un film di fantascienza contro la mia volontà per sviluppare il mio lato nerd. Devo essere sincera: se non mi avessero obbligato non l’avrei mai visto perché preferisco altri generi e sopratutto perché chi se li accolla 169 minuti di film? Non io, no.

Invece, tu guarda il mondo che bizzarro, oggi mi hanno costretto. Avevo delle riserve e molti timori, quali bestemmiare nel cinema o addormentarmi, però è successo che sono solo morta di ansia perché la claustrofobia, morire nello spazio  e tutti i miei problemi che avevo già raccontato a suo tempo.

Interstellar è uno di quei film che stanno dividendo il pubblico in due squadre ben distinte e lontanissime tra loro: la prima squadra la chiameremo “capolavorone” mentre la seconda “busta de piscio”. Non ci sono sfumature: o ti sembra bellissimo o fa schifo al cazzo.

Io sono sempre molto diffidente sui film di fantascienza perché non me ne frega niente della realtà che non esiste, a me piacciono i documentari, le cose vere (sì, sono pallosa embé?), mi rompono il cazzo gli effetti speciali e tutte quelle cose che WOOOOOOOW che figata non esiste! Quindi sono arrivata al cinema già convinta che avrei odiato tutti, e invece ho dovuto ricredermi e poi ho imparato tantissime cose, come sempre.

Il film parte con un incubo del protagonista, Matthew McComesechiama (quello che dite sia figo e che io dico MAH), e subito entra in scena sua figlia super rompicojoni che si capisce subito sarà la protagonista indiscussa della storia e che costringe suo padre (un ingegnere che ha regalato poi le sue braccia all’agricoltura) a farle un pippone sulla supremazia della scienza.

Si continua poi con un timido accenno di classismo cui segue un delirio grillino complottista niente male. Purtroppo a Nolan della politica e di fare la lotta di classe non fregava un cazzo, quindi andiamo pure avanti a parlare della minaccia alla terra e della fine del mondo imminente causa riscaldamento globale e scarsità delle risorse.

Potremmo semplicemente morire tutti, perché alla fine ce lo meritiamo considerando l’assoluto disinteresse nei confronti della terra e del futuro prossimo poiché, come disse il buon Ulrich Beck, non abbiamo assolutamente la percezione del pericolo cui andiamo incontro perché non imminente o, come dico io, lo sappiamo ma non ce ne frega comunque un cazzo.

Nolan, dicevo, non vuole farci morire anche perché siamo ancora a mezz’ora e dobbiamo riempire le prossime 2 ore in qualche modo, quindi partiamo in una missione spaziale alla ricerca di un altro pianeta dove traslocare.

Poi eccetera eccetera fino alla fine del film. Non continuo perché dovrei fare spoiler ma adesso farò un elenco su altre cose importanti che potete imparare sulla vita nello spazio:

 

1. Lo spazio mette ansia, tantissima ansia

2. Nello spazio i tuoi capelli sono sempre sporchi e i tuoi capezzoli sempre turgidi

3. Nello spazio i buchi neri somigliano a Napoleone

4. Stringere la mano a un buco nero è molto scenografico ma stupido

5. Nello spazio non invecchi ma solo se non sei claustrofobico

6. Se sei bello, nello spazio non c’è posto per te

7. Se metti la tuta da astronauta e sei donna ti viene l’affanno

8. Puoi metterti delle vestaglie da lord inglese e nessuno ti prende per il culo

9. Puoi metterti anche delle salopette bianche da gelataio e sembrare comunque ridicolo come sulla Terra

10. Se arrivi su un altro pianeta prima ti sembra il golfo di Napoli, poi però diventa la California ma col 30% di gravità in più

11. Puoi anche attraccare sul mare ma non è una buona idea se non sei una nave

12. Se vai di fretta puoi spaccare le nuvole e nessuno ti arresta per devastazione

13. Puoi fare a cazzotti quanto ti pare tanto non ti caga nessuno

14. Nello spazio se fai lo stronzo poi vieni punito (da qui la cosiddetta legge marziale, da Marte, appunto, grande esempio di civiltà e giustizia nella galassia)

15. Probabilmente non farai sesso per qualche anno, un po’ come sulla terra.

 

Un ultimo pensiero mi sento di dedicarlo a tutti quelli che hanno fatto la punta al cazzo al film per le questioni scientifiche, come se qualcuno guardasse i film di fantascienza come fossero i documentari della Nasa e dire loro che li capisco, perché è evidente che ci siano degli errori madornali dato che sappiamo tutti che la formula della relatività è

Esticazzi=MeCojoni²

trasferimento

Star Wars III: La vendetta dei Sith, meglio conosciuto come “Je l’avemo fatta”.

Finalmente sta finendo amici. L’ultima volta ci siamo annoiati moltissimo, stavolta probabilmente pure, ma almeno son sbronza e forse non me ne accorgerò. Iniziamo.

IL MALE È OVUNQUE, attenzione, signori.

Finalmente una vera guerra stellare nello spazio, con le navicelle tipo Space Impact del Nokia 3310, pazzesco.

Battaglie come sempre così lunghe che la metà è bastata a farmi desiderare di rileggere D’Annunzio. Ma poi finiscono eh, finiscono e i nostri amati Jedi e il fedelissimo robottino Emilio si ritrovano in terra nemica a non capirci un cazzo, as usual.

I droidi nemici hanno sempre quel tocco paraplegico che sembra non abbian fatto in tempo a montarli nel modo giusto prima delle riprese.

Obi-Wan si ritrova già mezzo crepato da Dooku, che però alla fine se lo piglia nel culo e viene decapitato da Anakin. Quindi riusciamo a liberare il nostro amico Palpatine e andiamo via, senza immaginare che poi quella grandissima merda diventerà nostro grande nemico (SPOILER!).

Adesso, come si chiama questo droide paraplegico con la faccia da capra-cane e la polmonite? Non lo so, ma noi Jedi siamo scappati con la Invisible Hand (no, Adam Smith non c’entra niente, suppongo) e tornati a farci incensare dai nostri compagni, i buoni coi vestiti di juta.

Ora speriamo che Anakin e Padme riescano a rendere un po’ hot questo episodio. E invece, le parole che nessun uomo vorrebbe mai sentire: SONO INCINTA. Zan zan. Da bravo uomo, Anakin ingoia il rospo con nonchalance e finge felicità estrema, lo stronzo.

Non so se avete notato ma, in tutti i film, appena una dice di essere incinta, tempo due secondi e ha già una pancia da 9 mesi, è bellissimo.

Comunque, il droide si chiama Generale Grievous (sì, lo so, lo sapevate, bravi) ed è tornato Yoda a farci la morale (a me e ad Anakin, intendo).

Dopo la mezza litigata tra Ani e consorte, credo sia Carnevale oppure siamo a teatro a guardare uno spettacolo noioso perché non sento gli applausi e la gente è vestita troppo bene. Forse è l’Opera.

Fatto sta che Palpatine parla di GOMBLOTTO! e cerca di mettere Ani contro i maestri Jedi che la sanno lunghissima (chiaramente, mica siamo maestri tanto per dire oh). Dopo tutto ‘sto pippone, anche un idiota avrebbe capito che Palpatine non è proprio un amicone Jedi, ma Ani no.

Ani è un ingenuo, Ani è buono, Ani è un imbecille vero, duro e puro.

Finisce che, naturalmente, ci va Obi-Wan a combattere i nemici e qui capiamo che Grievous è uno dei personaggi più ridicoli di tutta la saga (e noi abbiamo avuto lo spacciatore portoricano eh) ma la mossa delle quattro spade laser è stata comunque esteticamente apprezzabile.

Intanto, strano ma vero, dopo che Palpatine ha ripetuto tremila volte “LATO OSCURO DELLA FORZA”, Anakin ha capito che forse forse il cancelliere è un nemico. Ma la tenerezza, signori.

Però, siccome abbiamo detto che Ani è un po’ un coglione (sorvoliamo su quanto sia UN CANE l’attore che lo interpreta, mi sento buona), che fa? Mentre il maestro Jedi negro ammazza Palpatine, lui si fa venire le crisi da lato oscuro e lo fa ammazzare, salvando Palpatine che lo trasforma in Darth Vader, il nostro eroe positivo. Ah, no.

Poi è solo guerra, morte, distruzione, iguane giganti, Chewbacca che piange e Yoda che parte. LA CATASTROFE. Per fortuna ho ancora il vino.

Anakin-Darth Vader intanto ammazza chiunque, mentre Palpatine manda videomessaggi come Berlusconi. Non a reti unificate, con la stessa faccia da culo, intendo.

E su “l’amore non ti salverà” che Ani dedica a Padme, io avrei chiuso il film rendendolo perfetto.

Invece no, Lucas, TU SEI PROLISSO, CAZZO.

Segue combattimento infinito nella lava tra Obi-Wan e Anakin ormai pazzissimo. Tutto molto drammatico, storie di delusione e fratellanze finite. Lacrime e spade laser.

Però abbiamo capito perché Darth Vader è tutto imbardato: si è ustionato nel Vesuvio per cui è brutto in culo.

Poi ho una notizia buona e una cattiva: la buona è che sono nati i figli di Padme e sono due gemelli (Luke e Leila); quella cattiva è che Padme è morta di depressione per colpa di quella merda del marito e i figli sono andati in adozione, separatamente.

E questo è il principio di tutti i nostri problemi. Adesso, se volete, riguardatevi tutti gli episodi dall’inizio. Io mi prendo una pausa.

Immagine

Star Wars II: La Guerra dei Cloni vs la NOIA.

Scusate se è passato un po’ di tempo dall’ultimo conato di vomito, ma  1. Ho una vita e 2. Sta nuova saga fa veramente cagare. Ma ormai vi ho promesso di guardarmela tutta e lo farò, fra atroci sofferenze.

 

Power point, cielo, pianeta nuvoloso, Area 51. Ci siamo. “Forse mi sbagliavo, non c’è nessun pericolo.” Le ultime parole famose, poi l’esplosione, l’attentato, l’inizio del GOMBLOTTO contro la senatrice Padmé.

A difenderla, arrivano il giovane Obi Wan e il suo allievo Anakin, quando era ancora troppo piccolo per avere un figlio da maltrattare. La tensione sessuale tra lui e Padmé appena si incontrano mi fa subito pensare a passati o futuri torbidi tra i due, ed è subito “Luke è figlio di Padmé, quindi”. Ma farò attenzione ai miei pensieri traditori, come dice il maestro Obi, e non penserò al gossip per ora.

Siamo al minuto 15 e guardando l’ambientazione Las Vegas del combattimento Jedi vs attentatori della Amidala vorrei già trarre conclusioni che vanno da “Ma che è ‘sta merda?” a “Ma che è sta merda?”, ma potrei non sembrarvi professionale. E invece ci tengo tantissimo a esserlo. Il combattimento aereo sulla macchina gialla da coatti con Anakin che fa il buffone e Obi Wan che vorrebbe pestarlo a sangue, se non fosse contrario alla natura di un maestro Jedi, è una cosa che fa male al cuore. E agli occhi.

Ma Lucas è un uomo sorprendente, e riesce subito a farmi cambiare idea consegnando alla scena dello spacciatore di “spaccacervello” convertito da Obi il premio per la cosa più ridicola che io abbia mai visto.

Poi mi sono distratta un attimo e a un tratto siamo ne Il pianeta Verde, con Padmé e Ani che parlano di politica, (Ani è chiaramente grillino anticasta ) da un lato, e Obi Wan che invece rischia la vita per ammazzare Robocop, dall’altro.

Il seguito si può riassumere in: drammi sentimentali, drammi familiari, drammi personali. Noia. Noia. Noia. Per fortuna il funerale della mamma di Anakin ci risolleva il morale, e hanno anche rapito Obi Wan intanto, cercando di farlo passare col nemico (oppure non ho capito un cazzo e vorrei solo che finisse tutto con una morte collettiva).

Ecco finalmente arrivato il momento tanto atteso, cioè quello in cui tutti rischiano di morire dando un senso al film, e invece non lo fanno, perché ovviamente sono i nostri eroi e ovviamente abbiamo ancora l’episodio III da guardare: siamo qui in una fabbrica che produce non so cosa, ma sicuramente con attrezzi che se ti schiacciano crepi, e tornano esseri strani tra cui un altro Robocop e automi a forma di insetti schifosi.

E in questo momento pieno di pathos arriva il dialogo più intenso del mondo tra Anakin e Padmé del tipo:

Io ti amo – Come, mi ami? Mi sembrava che avessimo deciso di non innamorarci (LOL credici) – Tanto moriremo tutti.

Bacio, arena, applausi. Hic sunt leones.

Come già vi avevo detto in precedenza, anche in questo film è evidente che Lucas di pedagogia non capisce un cazzo, perché se Obi Wan continua a trattare Anakin come un idiota, è logico che poi quello si fa girare le palle e passa al Lato Oscuro. I mostri li create voi, poi non vi lamentate.

L’arena, comunque, diventa sede dell’ennesimo interminabile combattimento, prima tra tutte le creature mostruose e Anakin, Padmé e Obi Wan, e poi fra tutte le creature robotiche nemiche e  la squadra Jedi arrivata in soccorso ai 3. Segue momento altamente psichedelico con spade laser multicolor fluo, e morte sicura della squadra Jedi convinta di poter vincere contro l’esercito nemico che schiera più o meno 1000 unità secondo la Questura. Per fortuna arriva Yoda con i rinforzi e possiamo far sì che la battaglia duri altri 10 minuti. Che gioia immensa.

Battaglia che si conclude (per ora) con la fuga di Christopher Lee, che non riesce a sconfiggere quel piccoletto di Yoda, nonostante le sue sopracciglia da vero cattivo; e con l’annuncio apocalittico di Yoda che ci invita a prepararci all’inizio della guerra dei cloni.

E come ci prepariamo noi alla morte? Con il matrimonio di Anakin e Padmé, come il mio animo da femmina media aveva previsto.

Un matrimonio che già inizia di merda, chissà come andrà a finire…

 

Star Wars I: La minaccia fantasma. I sottotitoli sono le mie lacrime.

Scusate la lunga assenza ma ci sono stati forti impedimenti che hanno ostacolato la visione di questo Episodio 1, tra cui, ricordiamo, l’astio di voi starwarsiani verso lo stesso, e il mio senso di smarrimento dopo la lista di nomi di personaggi apparsi nei primi 10 minuti quando ho provato a guardarlo in precedenza. Oggi mi sento pronta, la crisi di governo è peggio e voglio superarla così, traumatizzandomi. Procediamo.

In principio era l’embargo.  Poi arrivò Liam Neeson e non penso riuscirò a mantenere alto il mio livello di attenzione, ma proviamoci. Ovviamente già vogliono ucciderlo, perché si sa che in questa saga tutti quelli giusti devono morire altrimenti perché spenderci tanti soldi eh? Eh? Comunque gli anni ’90 si affacciano prepotenti sulla scena e quindi subito spade laser e fumo bianco, this is the rhythm of the night oh yeah. Ok, abbiamo vinto contro l’esercito di “droidcazz”, e adesso gita sotto i mari con Jar Jar e la banda di portoricani amici suoi (perché parlano come dei narcotrafficanti? Chi l’ha deciso?). Io non mi fido di questo Jar Jar, ho dei brutti presentimenti, non so, saranno quelle orecchie lunghe da bassotto, boh, comunque mi puzza. Vabbé, intanto siamo usciti vivi (e con “siamo” intendo io, Jar Jar, Obi-Wan sbarbatello e Liam che non ho capito ovviamente chi sia, ma noi lo chiameremo Maestro, sarà Yoda che prima era umano? Boh) dal regno della Sirenetta horror version e siamo arrivati direttamente a Venezia nel Rinascimento ma futuristico. Si continua quindi con la sequenza droidi morte distruzione spade laser vincono i buoni per ora, tutto nella norma insomma. Da notare il “ciao pischellos” di Jar Jar che io veramente boh, perché sto ancora guardando ‘sta cosa mi chiedo. L’antenato del robottino Emilio ci ha appena salvati da morte certa smanettando con dei fili e facendo robe da nerd che hanno impedito la  distruzione dei nostri eroi e la fine di questo strazio, e la regina l’ha premiato pulendolo. (Ricordiamoci il mio invito all’igiene dei robot nelle recensioni precedenti, quindi 10 punti a nostra signora Madonna Addolorata perché ancora non so come si chiami, chiaro.) Sono contenta che tutti sappiate di cosa io stia parlando qua dentro, perché immagino che non si capisca niente da quello che sto scrivendo e quindi posso continuare a ruota libera senza preoccuparmi che perdiate il filo e allora oddio quant’è carino Anakin da piccolo. E questo pianeta sembra Medina ma con i mostri e un po’ più sabbia. Raga’ comunque troppi mostri, e questo vi fa capire il perché delle mie convinzioni iniziali su Star Wars, e cioè, appunto, che erano tutti mostri e robot tranne Leila. A proposito di bellezza, fermiamoci un attimo a riflettere sulla voce di Darth Awww il diavolo qui, come si chiama? Io ho già rimandato indietro tre volte solo per sentirlo parlare, non so voi. Ah, voi no, voi state attenti alla storia e sapete a memoria tutti i nomi dei personaggi, vero, scusate. Come cazzo fate ragà, davvero, vi stimo o forse no, prima o poi lo capirò, giuro. Ok, dalla regia mi dicono che si chiama Darth Maul, ma ammettiamo pure che Darth Awww si addice molto di più alle emozioni che ci fa provare. Andiamo avanti e facciamo la conoscenza della mamma di Anakin, grandissima cuoca, e pensiamo al ruolo che hanno i padri in questa saga: NESSUNO. Lucas, cosa vuoi dirci? Che problemi hai avuto col tuo genitore? Comunque vedo che Lucas ha ascoltato i miei consigli per aumentare l’audience e, tralasciando che ho appena eletto l’Episodio 1 il più sexy di tutta la saga, soffermiamoci su questa scena pornosoft delle massaggiatrici estetiste color puffo qui presenti. Intanto, come tutti sappiamo, il piccolo Anakin si appresta a partecipare a una gara di non so cosa, ma lui non le ha mai vinte e questo è importante per capire lo sviluppo psicologico del personaggio, cioè la frustrazione che si porta dietro dall’infanzia, poi dice uno passa al Lato Oscuro della Forza, e porca vacca voglio vedere te. Ora quel mostro coi baffetti da imperatore cinese gli ha pure manomesso la macchina volante che sono anni che quel poveraccio se la costruisce per vincere e invece un cazzo, non è partito, ma mo’ rimonta, questa gara rally nel deserto è avvincente, roba che Alonso in confronto sta ancora giocando con le micro machines, e perde. Pure a voi ricorda un po’ Crash Bandicoot, vero? Dai, quando stanno nel Canyon! Ok, no, vabbé siete mejo voi. Intanto il nostro dolcissimo “Ani” ha vinto la gara, come era previsto, e ha “ridato la speranza a chi non ne aveva”, tranne a me, evidentemente. Ora Anakin non è più uno schiavo e può iniziare il tirocinio per diventare Jedi (ricordiamo che si pronuncia Gedi e non Iedi sennò sembra l’uomo delle nevi e non c’entra niente, ok?!). Questa scena d’addio tra Anakin e la mamma è davvero troppo per il mio cuore, ma conferma quello che pensavo sulla famiglia Skywalker e cioè: sostegno psicoterapeutico SUBITO.

Adesso si parla di politica interna, “nessuno è interessato al bene comune”, voti di sfiducia e il popolo che muore, e mi sembra chiaro che Star Wars 1 guardato a un giorno dall’annuncio delle dimissioni di Monti non potrebbe essere più attuale. Il Lato Oscuro di Montecitorio.

Momento momento, è comparso Yoda, quindi adesso devo capire chi diavolo è Liam Neeson aiuto, non riesco a fare mente locale tra i pochissimi tremiliardi di personaggi che ho già incontrato negli episodi precedenti. Dio santo ma perché ho vissuto in una caverna negli ultimi 27 anni della mia vita, perché?! Non voglio barare googlando, quindi resterò col dubbio eterno fino alla fine di questo episodio e forse oltre beyond the infinite (occristo ho fatto una citazione incrociata con Odissea nello Spazio sono nerd).

Vi mancano le basi della pedagogia comunque, non si parla male di un bambino davanti al bambino, dai cazzo. Yoda, da te non me l’aspettavo proprio questo atteggiamento poco delicato, buuu. Ma 10 punti comprensione al nostro Maestro Jedi senza nome che si prenderà cura del piccolo Ani come il padre amorevole che non ha mai avuto. Sei un mito, anche se non so chi sei, ma ok, ammetto che è una mia mancanza. Alla fine tutti ‘sti grandissimi maestri e guide spirituali hanno deciso di rimandare la questione mondo difficile futuro incerto di Anakin perché dobbiamo discutere della crisi della Repubblica e quindi andiamo tutti in gita a parlare col ciccione che vive nei boschi, il re dei Gungan credo, big boss, ma penso di sì, parla portoricano sarà lui. COLPO DI SCENA, amici. Natalie Portman, la regina di uno dei pianeti dell’universo di Star Wars svela finalmente che fino ad ora ha fatto la damigella per farsi proteggere da quella che le somiglia (e da qui l’equivoco di cui vi parlerò nell’elenco sottostante, non c’entra un cazzo Leila, chissà da dove ho preso questa informazione che ha deviato la mia vita per sempre), e spiega al ciccione che la Federazione del Commercio ha distrutto l’economia, tipo la BCE, uguale uguale, quindi ora devono allearsi. Ma intanto facciamo un altro combattimento fra droidi e mostri sul Pianeta Verde qui, ché ci sta sempre bene un po’ di distruzione random.

Esteticamente, la lotta Darth Aww contro il nostro Maestro anonimo e Obi-Wan vale tutto l’Episodio, siamo onesti. Grazie George, tivibi. Sì ma l’ansia, sento che sta per morire il Maestro. Ecco, è morto, fanculo, l’Odio vince sempre non c’ha ragione il PDL. Comunque Darth Awww sembra una ballerina, anche se mi ha ucciso il Maestro lo perdono perché è molto aggraziato. Ma adesso è morto e quindi RIP Maul, ora insegna agli angeli ad avere una voce sensuale.

Ah beh, dopo 2h di film abbiamo capito come si chiama il nostro Maestro anonimo, ma grazie eh. Poi ditemi perché avete dato un nome orientale a uno dai palesi tratti caucasici, ma ok, la fantascienza può fare quel cazzo che gli pare immagino, no?

Questo  carnevale di Rio sul finale lo trovo molto opinabile, ma vabbé, ormai è finito. Muoiono tutti ma è tornata la pace quindi siamo felici. Per il momento.

Adesso alcune considerazioni casuali perché io non ce l’ho fatta a seguire un filo logico, avevo troppe distrazioni e ho già imparato troppi nomi per quel che mi riguarda, non è che posso fare tutto io in questo blog eh.

  1. Questa necessità di distruggere le uniche femmine presenti nella saga boh, qualcuno si ribelli a questo maschilismo imperante. Cioè capisco che le facciano vestire così male (queste piume in testa da Maya della regina abbinate a questo abito barocco e il velo tipo Monaca di Monza sono altamente discutibili, concordo), ma tutto questo odio mi sembra eccessivo. E poi vi ricordo la svolta bondage di Leila, dai, era caruccia, no? Abbiate pietà e prendetevela con qualcun altro, su.
  2. Perché fate parlare i mostri come dei russi ubriachi? Strascichi della guerra fredda in Star Wars? Parliamone.
  3. Vi faccio una confessione: io pensavo che la Portman avesse sostituito la principessa Leila, e infatti quando ho visto per la prima volta Leila ho detto: ma dove cazzo si somigliano ‘ste due? Ok, scusate, vi ricordo che ho vissuto 27 anni in una grotta, e mi sembra più che evidente dopo questo.
  4. Lucas, tesoro, falle scoprire queste donne, per carità di dio. Siamo nello spazio non in Afghanistan! Capisco il freddo galattico ma qui ci sta la neve e io metto ancora la minigonna; ti assicuro che si può sopravvivere anche senza i paraorecchie, fidati.
  5. Un consiglio, Lucas: fai presentare i personaggi quando li introduci in un episodio. Io non posso rimanere confusa per tutto il tempo, mi destabilizza, porca eva. Almeno una volta, una, qualcuno può farne il nome?! Tipo: oh, Nomepersonaggio, bella lì, come butta? Cioè cose semplici, mica dico una biografia intera, il NOME è fondamentale.
  6. Il lessico dell’imperatore Palpatine dovrebbe contenere qualche espressione in più di “sterminateli tutti”, ma questa è solo una mia personalissima opinione.
  7. I robot non possono sostituire una baby-sitter perché non hanno il senso del rischio e non proteggeranno mai i vostri bambini dal fare una cazzata, tipo guidare una navicella spaziale durante un conflitto armato.

Ora dovrei dire qualcosa immagino, ma la presenza di Liam non mi permette di essere obiettiva e stroncare di netto questo episodio, come invece vorrei tanto fare a causa dell’uso eccessivo degli effetti speciali e di questi colori pastello che veramente mi hanno urtato l’anima. Non lo farò, anche perché se voi starwarsiani lo odiate, io non posso farlo per definizione. Vi voglio bene e vi saluto con quel segno che fanno in Star Trek (che invece non  guarderò MAI, no)

Immagine

2001-Odissea nello Spazio, ovvero come Kubrick ha inventato l’Iphone5.

Continuano le mie avventure cinematografiche per cercare di recuperare il contatto con la realtà fantascientifica (quale ossimoro) da cui mi sono tenuta, con ottimi risultati come saprete, alla larga in tutti questi anni. Dice: perché lo stai facendo? Ovvio, per il LOL, what else.

Il film inizia subito con una puntata del National Geographic sulla mediazione dei conflitti nelle società animali, presumo preistoriche (ma chi può dirlo) e, a un certo punto, gli animali partecipano ad una puntata di Ballarò e si azzuffano tutti. Gli scontri non si placano fino a mostrarci, verso il 18°minuto, che anche le scimmie sono un po’ ACAB, confermando pienamente la teoria darwiniana dell’evoluzione.

La bruttezza di questi scimpanzé è uno dei motivi per cui l’evoluzionismo non ha ancora attecchito tra tutti gli umani e, nonostante le mie attuali condizioni estetiche tendenti all’imbruttimento da week end lungo, pure io faccio un po’ fatica a pensare di discendere da tali bestie, al momento.

Cambiamo atmosfera e arriviamo alla vita aerospaziale (del 2001?!) dove le donne hanno evidenti problemi di deambulazione, oltre che di brutte divise e discutibili copricapi. Per non sapere né leggere né scrivere, mi sembra una ricostruzione decisamente attendibile, anche senza tutti quegli effetti speciali di merda (Ciao MATRIX). Finalmente posso cogliere il miliardo circa di citazioni in giro per il mondo sugli oggetti volanti in assenza di gravità (e, siccome sono una di spessore, al momento mi viene in mente solo Homer Simpson che mangia le patatine. SCUSATE).

Arrivati a questo punto, penso che la parte più drammatica di tutto il film sia pensare che Kubrick abbia scelto l’anno 2001 come simbolo di questo futuro lontanissimo e così progredito tecnicamente. FAIL. Dai, amici, non è triste?! Io, ora come ora, avrei fatto 3045 Odissea nello Spazio, ad esempio, ma va bene, Stanley, tranquillo, mica è colpa tua. Perdonaci il ritardo.

Andiamo avanti. Bene. La chiave del film, quindi, è il coso nero che chiameremo più semplicemente “La tavola della legge”, lo stesso che avevano trovato anche le scimmie, quindi probabilmente la mia teoria sulla preistoria potrebbe stare in piedi, considerato che non vedo scimmie in mezzo agli astronauti in queste scene. Immagino che anche voi, mentre gli astronauti si facevano la foto di gruppo davanti alla tavola della legge, stavate aspettando quello che fa finta di spingerla e/o sorreggerla come fosse la torre di Pisa. No, eh? Vabbé.

Guardare gli astronauti mentre pranzano è fondamentale in termini evoluzionistici per farci capire che aver raggiunto un progresso scientifico di tale livello non ti farà comunque smettere di toccare i vassoi appena usciti dal forno a mani nude.

L’angoscia di vivere procurata dagli intermezzi solo buio e musica è qualcosa che “sono ubriaco, sto guidando” seguito da 3 chiamate senza risposta, in confronto, è un unicorno che sputa arcobaleni profumati.

Angoscia che diventa sempre più palpabile quando il Power Ranger giallo trasforma in realtà la mia più grande paura di sempre, ovvero perdermi nello spazio. Non che io bazzichi da quelle parti di solito, ma comunque cazzo ne so, potrebbe capitare un giorno di fare il trasloco definitivo. Come sapete, la Terra sta diventando un posto assai inospitale.

Forse l’assenza di gravità non genera ansia, perché tu c’hai un amico Lost in Space (no, non ho visto manco questo) e non pensi sia necessaria una scatola di Valium per calmarti? BOH. E comunque RIP Trini Kwan, ingiustamente ucciso dal Grande Fratello (sì, secondo me è stato lui perché gli rodeva di essere stato accusato di presunti errori dai due umani. Ecco, l’ho detto).

(Chapeau per Kubrick per aver ricreato “La Pietà” nell’immagine della navicella che abbraccia il corpo morto di Frank Poole.)

Ok, adesso che sono morti quasi tutti, posso dire finalmente che avevo ragione io: è stato il robot, sì, quello sensibile di cui vi parlavo in precedenza, il Grande Fratello, lui. Ovviamente mi sembra chiaro sia stato progettato a immagine e somiglianza di un uomo.

Arriviamo al momento della vendetta: David Bowman uomo coraggio del tipo “io ti ho creato-io ti distruggo” che resetta HAL is the New SPACO BOTILIA AMAZO FAMILIA. Lodevole il robot che canta la filastrocca, segnando la decisiva vittoria dell’uomo sulla tecnica.

Il capitolo “Jupiter and Beyond the Infinite” dimostra palesemente che il film appartiene ai gloriosi anni ‘60, a giudicare dagli effetti LSD da cui è inghiottito il nostro eroico David.

Sempre a proposito di droga, mi sono persa il passaggio in cui il casco di Bowman passa da verde ad arancione, ma se è per questo David è invecchiato di 45 anni in pochi minuti, quindi ok, tutto bene. Forse è quella cosa che prima di morire ti passa tutta la vita davanti, ma al contrario, come Benjamin Button. E quindi abbiamo un Bowman anziano, decrepito, morto e poi feto che guarda da lontano la terra e con quegli occhioni dolcissimi sembra dirle “MAI MAI MAI PIÙ”.

the end

Cose imprescindibili da sapere sulla vita nello spazio:

1.Gli astronauti non sono claustrofobici.

2.Gli astronauti non provano emozioni quando i genitori li chiamano per festeggiare il loro compleanno, anzi proprio fottesega.

3.I robot sono un po’ invadenti, ma hanno un cuore e si preoccupano per te.

4.Puoi vestirti come fossi al MotoGP e nessuno ti dice niente.

5.Si deve fare tutto lentamente, scialla proprio, sembra quasi di stare in Puglia a casa mia.

6.Non ti passa un minuto, è come fare un viaggio senza musica né libri e non puoi manco flirtare con quello seduto di fronte perché sei da solo.

7.Qualsiasi cosa succeda, è sempre colpa di un uomo, non fate incazzare i robot sennò poi non vi fanno ruotare le capsule.

8.Gli astronauti sono finanziati dalla Gillette e hanno tutti la riga al lato, ergo gli astronauti non sono hippy.

9.Se muori nello spazio, poi per mettere l’acqua nel vaso dei fiori è davvero un casino.

Immagine

Star Wars VI: Il ritorno dello Jedi, aka Monsters&co.

Lo ammetto: avevate ragione voi. No, non sul fatto che la visione di Star Wars sia necessaria, cioè anche, un po’ eh, ma ora parlo del V, sì, era l’episodio migliore, diciamolo.

Ma comunque, come ormai ben sappiamo, avevo una missione da compiere e questa volta non me la son sentita di confermare la mia fama di inconcludente cronica. Dovevo resistere, resistere e guardare tutte le sei ore fondamentali della trilogia. Tutte, pure i titoli di coda in modo distratto e quasi indifferente.

Veniamo a noi, a noi e a questa infinita battaglia contro LA TEMUTA MORTE NERA.

Premessa: la prima mezz’ora mi ha fatto rivalutare il concetto di noia, ma anche capire che forse forse guardare un film dopo un post sbronza killer non mi aiuterà ad ottenere una disposizione d’animo positiva. Ringraziamo però la comparsa del morto vivente, che voi conoscete sotto il nome di Imperatore Palpatine (e che ha ispirato il diavolo in The Passion, è palese), che ha dato un tocco di brio alla visione, e la speranza che tutto può sempre migliorare. Sempre. Quasi.

Il VI episodio si apre chiaramente con un meeting del NSDAP. Siamo a Berlino, nel 1933.

Adesso passiamo a tutte quelle cose da due punti + parentesi chiusa :

1. Noto con amarezza che siamo tornati alle atmosfere desertiche ma, allo stesso tempo, faccio un plauso a Lucas per l’evidente citazione di “Ali Babà e i 40 ladroni” durante la scena dei robot Emilio e Ferrero Rocher davanti al mega portone. Peccato che “Apriti sesamo” non funzionasse per aprirlo.

2. Dopo il robottino Emilio, +1 a Lucas per aver fatto recitare anche Bib Fortuna (nemmeno sapete in che razza di sito io sia finita per scoprire il nome di questo essere, sto diventando nerd aiuto), ovvero il fratello bello di Sloth.

3. Finalmente George ha capito che ci vuole un po’ di pepe nel cinema, da qui la svolta bondage di Leila che, grazie al cielo era ora, si toglie le tuniche da vergine suicida e passa al lato oscuro delle catene e dei completini hot da night medievale.

4. Migliori personaggi dell’episodio, converrete con me che siano senza dubbio i Furby nel bosco di Sherwood.

5. La trasformazione di C1 in HopHop Gadget sega circolare è un colpo da Maestro, bravo George.

E ora, il momento più interessante, le cose che BOH perché?! :

1. Il monsterparty mi ha sconvolto non poco. La sottotrama comica (cit. Boris e se non cogliete già sapete cosa penso di voi, insomma pollice in giù) non me l’aspettavo proprio.

2. Ok la fantascienza, tutto bellissimo, ma gli elefanti-buoi muschiati al pascolo nel deserto no, George, non puoi fare come cazzo ti pare. La natura ha delle leggi e gli elefanti nel deserto crepano, anche se li chiami Bantha per fare il figo, sono pachidermi, cristo.

3.‘sta cosa che, fra miliardi di personaggi, Lucas non abbia pensato all’analista per Luke, come avevo sperato in precedenza, non so, a me mi tormenta molto. Sarà che ho la deviazione professionale ma le tragedie che ha dovuto vivere ‘sto ragazzo necessitavano un supporto, pure un mezzo assistente sociale non dico tanto che magari poi la psicanalisi costa e non puoi inserirla in conto spese.

4. Lucas, lo sanno tutti che un cattivo sulla poltrona girevole deve avere sulle gambe un gatto per essere credibile, eddai, le basi, cazzo.

5. Ma l’oscar per i baci cinematografici più brutti del mondo l’ha preso Star Wars?

Riflessioni random sulla vita prima dopo e durante Star Wars:

1. Il mostro ranocchio col muso da formichiere che canta al monsterparty penso sia l’ispiratore di tutti quei cazzo di animali SIMPATICISSIMI delle suonerie a pagamento. Pensateci.

2. Jabba the Hutt, invece, è il motivo ispiratore per cui esistono i programmi sugli obesi ammeregani che tutti guardiamo per sentirci fighi anche coi nostri 5kg in più. Don’t try this Jabba at home.

3. Questo episodio aiuta anche a rivalutare il personaggio angosciante di Anna dai capelli rossi che, in confronto a Luke, sembra Pollon. L’accanimento su Luke è crudele, non bastava dargli come padre uno dei peggiori uomini sulla terra, no, bisognava pure fargli morire gli unici personaggi decenti e saggi di tutta la saga. Vabbé, RIP YODA, I’ll miss you.

4. Star Wars IS THE NEW Beautiful, e il prossimo che mi parla degli intrighi familiari della soap, io gli presento l’elenco dei parenti che ha scoperto Luke di avere in sole 2 ore. E ho paura di guardare gli altri tre episodi, perché davvero mi aspetto l’albero genealogico del clan Skywalker. Non mi dite niente, per favore.

5. Il fatto che Leila alla fine abbia scelto la monogamia è la conferma che a noi femmine ci piacciono gli stronzi anche un po’ sbruffoni alla Han Solo, quelli che in fondo in fondo sono dolci ma finché ci arrivi al fondo davvero la merda che devi sorbirti manco la immagini, e queste 6 ore di spocchiosità del Solo ne sono un assaggio.

Immagino che adesso debba concludere questa avventura con una morale, un finale d’eccezione, un insegnamento, per darvi dimostrazione che questo Star Wars mi abbia lasciato qualcosa dentro che SICURAMENTE prima mi mancava.

Eccola qui:

L’amore vince sempre sull’odio e sulla morte nera. E alla fine muoiono tutti. E vissero per sempre felici e contenti. Amen.

Immagine

ps: non credo di potervi perdonare la svolta di Darth in FATHER OF THE YEAR. No.

Star Wars V: L’impero colpisce ancora, ovvero Leila bacia tutti.

Ho accumulato 7 giorni di aspettative ma eccoci qua, a guardare “l’episodio migliore”, secondo voi.

Mi sento sempre come una vergine che attende di essere deflorata la prima notte di nozze, ma allo stesso tempo è angosciata all’idea che il genitore dovrà assistere all’atto.

Non so se questa recensione potrà essere all’altezza della prima, perché lì ero davvero pura, tabula rasa, diciamo. Oggi avevo già le idee chiare sull’identità dei personaggi, almeno. Ma procediamo con alcune osservazioni positive:

1. Vedo che il simpaticissimo power point non è stato ancora abbandonato, e confermo che LA MORTE NERA fa sempre molto ridere, cioè non so voi, ma io non riesco a restare seria. Dai cazzo, LA MORTE NERA.

2.Siamo passati dal paesaggio desertico alla neve e il cambio stagione ha il merito di rendere Han Solo meno zarro, almeno esteticamente. (sì ho scritto Han invece che Ian, apprezzate la finezza)

3. Minuto 5:38 Epic Win di Leila (“Questo è un addio” “Sì, e allora?”) che, però, perde subito i punti stronzaggine, ritornando femmina che poi si pente e corre dall’amato, ma facendo la finta tonta, male, per non ammettere che copulare nell’iperspazio con Han lo gradirebbe non poco.

4. La bruttezza di Luke nelle prime immagini (ma anche dopo, dai), quando è ridotto veramente male che manco io l’altro giorno a lavoro con la febbre, è la dimostrazione e conferma che, anche non mettendo Johnny Depp, un film potrebbe funzionare.

5. La tenerezza di Ciube che si dispera per Luke è commovente, cose che nemmeno un fidanzato farebbe per te.

6. Il triangolo Han-Leila-Luke è tutto quello di cui avete bisogno per comprendere le relazioni sentimentali e sopratutto alcuni stereotipi sui maschi e le femmine.

7. L’atteggiamento di Leila con Han, si capisce subito, è la sintesi dello “iac e damm nu picc” che si dice dalle mie parti. Ovvero “che schifo, dammene un po’ “, tipico delle donne che per forza proprio se la devono tirare ma sbavano dentro per averti. Maschi, non vi fidate di quelle così, che poi fate la fine di ‘sti due cornuti di Han e Luke.

8. L’apparizione improvvisa di Yoda è stato un momento meraviglioso molto simile a quello di quando vedi l’uomo che ami finalmente nudo, e/o, meno sensualmente, a come quando i bimbi con cui lavoro mi vedono entrare in classe per liberarli, manco fossi la madonna con tutti i segreti di Fatima.

9. “Ti amo”, “Lo so” fa acquistare punti uomochenondevechiederemai a Han, ma comunque non c’è bisogno di tirarsela così tanto per quei due bicipiti scarsi che hai, amico. Ma è chiaro che “Teorema” vale anche nella fantascienza, e George lo sapeva prima ancora che Ferradini la scrivesse.

Adesso passiamo ai lati negativi e/o mie modifiche che apporterebbero migliorie significative al film:

1. Ho capito che vi piace tanto Darth perché, oltre a essere il Lato Oscuro più sensuale, come dice Yoda, è chiaro che i buoni, con quelle tute dell’ANAS, non ce la possono fare. Il nero è elegante, è sexy, sfina, mentre l’arancione, personalmente, mi sbatte un sacco. Quindi, caro George, per me è no. Dovevi pensarci bene a questa cosa, chiedermi un consiglio, che ne so. Ti avrei aiutato pure gratis.

2. Questa mossa di illudermi nominando Yoda nei primi minuti, facendolo poi apparire solo al minuto 45:27  è tipo il “ci vediamo dopo la pubblicità per le altre notizie del telegiornale” e poi tu aspetti per un tempo infinito, e intanto ti sei comprato già il mondo apparso negli spot, e poi invece torna il giornalista e ti dice “per oggi è tutto, a domani”. Cioè, vaffanculo, ecco. Ci sono rimasta male.

3. Disegnare i robot nemici (che sicuramente hanno un nome, perché in Star Wars ha un nome assurdo pure lo scopettino del cesso) come la versione futurista e meccanica degli elefanti di Dalì, ha fatto sì che mi ci affezionassi parecchio e provassi sentimenti di pena nel vederli esplodere e crollare su se stessi. Ci si poteva lavorare di più con la fantasia.

4. Quando Yoda recupera il rottame dal lago virulento, io avrei preferito che Luke gli dicesse “E grazie al cazzo, maestro Jedi, che so’ 800 anni che controlli la Forza, siamo bravi tutti così”. Secondo me era più di impatto, ma forse Lucas avrà pensato che sarebbe stato troppo volgare.

5. Ma Darth gli doveva per forza far saltare la mano a Luke? Cioè non ce l’ha un cuore? Che poi dopo due minuti gli dice pure che è suo padre, boh. Sei una merda, punto. Non è educativo.

6. Quando Luke perde contro Vader, secondo me, George sarebbe stato moralmente obbligato a far comparire Yoda a dirgli: “Te l’avevo detto, testa di minchia”.  O “io avere detto te”, cose del genere, come parla lui,no?

7. Lucas avrebbe dovuto risolvere questo grande problema di guardare ‘sta trilogia aspettandosi da un momento all’altro l’arrivo di Ciripiripì Kodak. A me sembra davvero un grande disagio passare 6 ore così.

8. C1 viene ripulito solo alla fine del film da tutta quella merda che c’aveva addosso dall’inizio. Perché nessuno si preoccupa di lavarlo? L’igiene è fondamentale anche nella robotica.

9. Non viene spiegato come diamine faccia Leila ad avere sempre vestiti puliti in qualsiasi luogo si trovi. Sempre.

Ora arriva la parte delle domande e delle cose che ho pensato durante la visione :

1. Ma Bear Grylls l’ha ammesso che gliel’ha data Star Wars l’idea di dormire nello stomaco degli animali squartati, che voi sappiate?

2. Sapete cosa si prova a giocare a giochi tipo Asteroid Evasion senza aver mai guardato Star Wars?

3. Voi non avete avuto un principio di conato quando C1 sputa quella roba dal cervello? Io sì, e stavo bevendo il tè che aveva più o meno lo stesso colore. L’ho lasciato a metà.

4. Ma il pitone che viveva a Dagobah (vabbé l’ho googlato, sto male, ragà) che ruolo ha? Nessuno? E siete sicuri possa sopravvivere in quell’habitat?

5. Quando è comparso quel morto vivente a parlare con Darth, boh, un grande capo, non so, (quello nell’ologramma no?) ho pensato “e questo mo’ chi cazzo è?”. Domanda che non ha ancora trovato una risposta, ma ok.

6. Quando il morto vivente è comparso, facendo allusioni al fatto che Luke fosse il figlio di Skywalker (che oggi ho capito poi perché l’altra volta li confondevo, cioè questo si chiama Anakin, e poi scoprirò perché è diventato Darth Vader), io ho detto: “Minchia no, ti prego”. Che si è trasformato in “Minchia oh, è come se mio padre un giorno venisse e mi dicesse: è vero che ti ho regalato il libro di Gramsci alle elementari, ma adesso voto PDL perché tanto la sinistra fa cagare al cazzo”, quando poi ho intuito che forse Anakin prima era un buono che evidentemente s’è rotto le palle ed è passato al Lato Oscuro. Sarà difficile superare questo trauma per Luke. Spero che nel VI episodio lo mandino in analisi.

7. “La potenza è nulla senza il controllo”, ora ho capito la pubblicità degli pneumatici Pirelli.

8. A voi non v’è preso un colpo quando alla fine compare Darth dal nulla durante il combattimento con Luke? A me sì.

9. Leila sei una stronza.

Immagine

Da questi due episodi, con annessa confusione che si ingigantisce sempre di più, ho capito che è bellissimo aver vissuto in una grotta per tutti questi anni.

[sono quasi sicura che dell’Episodio VI non potrete proprio farne a meno]

Star Wars IV: Una nuova speranza (quella che perderò)

Non è che non mi piaccia la scienzafanta (come la chiama Latouche), è che ho dei grandi problemi di aderenza alla realtà. Boh, questo me lo diceva l’analista, poi me ne sono andata perché la verità ti fa male, lo sai, e nel mio mondo incantato io ero davvero convinta di essere di una concretezza disarmante.

E invece IO SONO ACQUARIO.

Se avessi conosciuto Brezsny molto prima, tutto questo non sarebbe successo e adesso sarei una persona consapevole dei miei limiti e forse vivrei ancora qui, sulla terra, fra voi umani, invece di camminare a 5 parsec dal suolo (parsec l’ho imparata oggi, vi prego di essere orgogliosi dei miei progressi).

Quindi capite bene che vivere fuori dal mondo e appassionarsi anche alla fantascienza potrebbe essere deleterio per la mia fragile psiche.

Ma oggi, 20 settembre 2012, alle ore 15:30 circa, ho deciso di abbandonare le mie riserve e far partire il IV episodio di quella che voi chiamate LA Trilogia. LA.

Occhei, cominciamo. Al primo fotogramma già mi parte l’ansia, ma apprezzo l’effetto scorrimento dell’introduzione perché fa molto Power Point e quindi very sympa.

Scopro subito di avere un inconscio starwarsiano poiché io dico LA MORTE NERA da prima ancora di imparare a parlare, e questo è a dir poco inquietante.

Ho passato due ore con l’animo di una innocente creatura a cui hanno appena detto che Babbo Natale non esiste e nemmeno Gesù Cristo e i mini pony.

Perché, vi chiederete.

Ora vi faccio un breve elenco di tutto quello che sapevo su Star Wars :

1. secondo me, non c’era alcun umano, a parte Leila.

2. secondo me, Luke Skywalker e Darth Vader erano la stessa persona, ma sicuramente saranno parenti e adesso sarò costretta a guardarmi gli altri due episodi per scoprirlo, fanculo.

3. secondo me, Luke Skywalker era un robot, ma questo si capisce facilmente dal punto 1. Quindi ritrovarmi un adolescente imberbe mi ha fatto male all’anima.

4. secondo me, Ian Solo era una specie di guida spirituale, pure lui.

5. secondo me, Obi-Wan Kenobi era Yoda, che è uno degli unici motivi per cui ho visto quest’episodio e invece non c’è e quindi fanculo, bis. Un umano non può chiamarsi Obi-Wan Kenobi, dai.

6. secondo me, quelli tutti bianchi dell’esercito del male (non lo so come si chiamano, occhei??!!), erano proprio di un altro film.

Immagino ora possiate capire che quelle due ore sono entrate nella mia vita con la stessa aggressività della verità rivelata.

Ho passato tutti questi anni nella confusione stellare. E nessuno ha fatto niente per salvarmi sul serio. Dovevate legarmi ad una cazzo di sedia e obbligarmi a guardare pure quei 3 episodi che dite facciano cagare. TUTTI, dannazione. Come avete potuto permetterlo?

Adesso passiamo alle critiche:

1.  L’impero del male è vestito come gli spermatozoi di Woody Allen, e questo è inaccettabile per un cattivo.

2. Perché ai mostri esce del sangue umano quando li ammazzano? No, il sangue dei mostri è verde o giallo, e lo sanno tutti.

3. Ian Solo è un tamarro del tipo Jersey Shore, ma pronunciare una delle frasi che mi dicono più spesso, e cioé “non so se ucciderla o innamorarmi di lei”, gli fa guadagnare 5 punti ironia. Resta comunque un grandissimo zarro, e gliene diamo atto.

4.I sistemi fognari intergalattici non mi sembrano granché efficienti.

5. Leila è una grandissima stronza e avrei desiderato una guerra scatenata dall’attimo in cui dice a Ian di levarle di torno Chewbecca. Se lo sarebbe meritato.

6. Nel momento della vittoria della battaglia finale, Chewbecca, ricevendo l’abbraccio di quella stronza di Leila, avrebbe dovuto staccarle la testa con un morso. Sarebbe stato avvincente.

Ma passiamo ai lati positivi:

1. Film della madonna anche in assenza di uomini fregni e/o con barba folta. (Il vecchio non vale, no)

2. Far recitare il robottino Emilio è stato un colpo di genio.

3. Chewbecca e D3BO avrebbero dovuto vincere il Nobel come migliore attore non protagonista, specie il robot Ferrero Rocher perché è un esaurito mentale.

4. Gli effetti speciali non sono tanto ridicoli, tipo quelli di Matrix (sì, mi fa cagare e non lo guarderò, no), per cui è tutto molto accettabile.

5. Non ho capito cosa c’entrino i dinosauri, sinceramente, ma questo, più sapere che cazzo di fine abbia fatto Obi-Wan (se è morto davvero mi incazzo di brutto), mi obbligheranno a guardare gli altri episodi, per cui bravo George, ce l’hai fatta, bastardo.

6. Lo scambio imbarazzante di battute tra Ian e Luke per cercare di capire se entrambi si vogliono calare la Principessa, secondo me, vale tutta la saga.

Immagine

ps: da oggi potrò capire finalmente il 50% delle battute che mi fate di solito. Un piccolo passo per Sonia, un grande passo per l’umanità.

 

[ sicuramente a questo punto avrete l’ansia di sapere cosa sia successo nell’episodio successivo ]